Teatro al Joyce3 min read

Riprende il progetto Teatro al Joyce che prevede la messa in scena di spettacoli teatrali scelti nel panorama del cartellone teatrale romano. Gli spettacoli si terranno presso il ns Teatro, a cura di attori e di registi professionisti, in orario curricolare.

Come per le passate stagioni teatrali, al termine dello spettacolo, gli studenti avranno modo di colloquiare con gli attori e con i registi .

L’iniziativa si inquadra nell’ambito del Patto Educativo di Comunità siglato tra il Joyce e il comune di Ariccia. Gli spettacoli saranno riproposti in orario serale anche al territorio. Ciò consente di ridurre il costo del biglietto per gli studenti.

Circ 162 adesioni allo spettacolo Il Processo A causa di problematiche legate alla pandemia lo spettacolo è stato posticipato al 18/02

In quest’anno scolastico si prevedono due spettacoli:

IL PROCESSO

Tratto da “Apologia di Socrate” e “Critone” di Platone

Attore Francesco Montanari

Regia di Fausto Costantini

18/02/2022

L’Apologia di Socrate è il resoconto di un processo reale. Uno scritto platonico in forma di dialogo tra due persone (accusato e accusatore). È il resoconto dove Socrate, non potendo dialogare, in tribunale, si difende in un’arringa dalle accuse di corruttore dei giovani. In questo testo Socrate fa sfoggio della sua famosa ironia, dichiarando di essere rimasto stupefatto dall’ars oratoria dell’accusa, al punto da non credere quasi più alla propria innocenza, sebbene sappia che gli accusatori non abbiano detto nulla di vero e lui di non saper dire altro che la verità. La sola cosa che Socrate afferma è che non si deve vivere nell’ingiustizia, sia verso gli uomini che verso il dio. Nessuna paura della morte. La morte dovrà giocoforza essere un piacevole sonno, profondo e senza sogni per ritrovarsi nell’aldilà con i più grandi eroi dell’antichità. Ancora una volta non si smentisce, pensando al piacere che proverà in questo caso a esaminarli uno per uno, per scoprire chi sia sapiente e chi non lo sia. Socrate ricorda ai giudici che ad un uomo per bene non è possibile che accadano dei mali, e li esorta ad interrogare i propri figli come avrebbe fatto lui, per avvicinarli alla virtù. Per Lui:«Vada come vada voglio stare a cuore a dio. Alla sua legge si obbedisce. Difendersi si deve. Ma io voglio incamminarmi verso di lui.»

LA LOCANDIERA Sogno Teatrale

Tratto da Goldoni, Molière, Kierkegaard, Casanova

Attrice Debora Caprioglio

Regia di Tiziana Biscontini

18 marzo 2022

Lo spettacolo teatrale nato da una fusione tra La Locandiera scritta da Carlo Goldoni nel 1750 e il Don Giovanni di Molière rappresentata per la prima volta nel 1665 per mettere in scena un personaggio decisamente moderno e attuale: Mirandolina, donna dalle mille sfaccettature, ricca di sfumature, imprendibile. Intelligente, scaltra, ironica, libera, indipendente, con un grande potere seduttivo. La sua personalità si confonde con quella di un personaggio altrettanto famoso: il Don Giovanni, che conquista senza amore, con freddezza, con una strategia ben precisa, che ama la trasgressione e il piacere, affermando così il gusto estetico del vivere, superando in tal modo la visione goldoniana che conclude il personaggio di Mirandolina in un senso evidentemente etico.
La mia “Locandiera” vuole invece tradurre e di conseguenza tradire il personaggio convenzionalmente definito; quindi metto in scena una donna dal profilo fortemente inafferrabile ma che si distanzia dall’aspetto tragico del Don Giovanni mozartiano, esaltando invece quelle prerogative ludiche, vitali, istintive e della spietata seduzione che diventano tipiche di un carattere senza dubbio femminile.

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